lunedì 23 gennaio 2017

RECENSIONE | "Il segreto di Riverview College" di Susanne Goga

Carissimi lettori, qualche tempo fa ho conosciuto la scrittrice Susanne Goga leggendo il suo libro “I Misteri di Chalk Hill” (recensione). Il romanzo mi è piaciuto per le atmosfere misteriose che circondano la verità sepolta tra le antiche mura della splendida tenuta di Chalk Hill. Naturale, quindi, che abbia letto con molta curiosità anche l’ultimo romanzo della Goga, “Il Segreto Di Riverview College”, edito Giunti.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 6
Il segreto di Riverview College

Autrice: Susanne Goga
(traduzione di L. Ferrantini)

Editore: Giunti
Pagine: 432
Prezzo: € 12,90
Sinossi
Dopo la morte prematura dei genitori, Matilda Gray, protagonista de ''Il segreto di Riverview College'' l'ultimo romanzo di Susanne Goga, ha promesso a se stessa di diventare una donna forte e indipendente, e finalmente ha realizzato il suo sogno: lavorare come insegnante di letteratura in un istituto esclusivamente femminile, il prestigioso Riverview College, che si erge imponente dietro una cancellata decorata da unicorni e centauri. Ma al rientro dalle vacanze estive, una notizia inaspettata accoglie Matilda: Laura Ancroft, una delle sue allieve più esuberanti e dotate, è partita per un viaggio con il suo tutore e non rientrerà a scuola. Proprio Laura che, con tutta la passione e il coraggio dei suoi diciassette anni, recitando i versi di una poesia aveva confessato a Matilda di essersi innamorata di lei. Qualcosa però non quadra: perché nessuno, nemmeno la compagna di stanza di Laura, ha più avuto sue notizie? E perché la preside vuole a tutti i costi mettere a tacere la vicenda? Poi, una mattina di ottobre, Matilda riceve una cartolina e scopre sotto i francobolli un messaggio cifrato, che la conduce proprio nella stanza di Laura: lì si nasconde un vecchio diario segreto. Chi è l'autrice di quel diario che data addirittura 1600? E cosa c'entra tutto questo con la scomparsa di Laura?

Le lettere che non erano sbiadite in macchie di inchiostro pallido erano scritte in una grafia minuta e precisa, che verso la fine diventava più tremolante, inquieta. Mentre girava le pagine la ragazza sentì una specie di formicolio. Che Laura Ancroft avesse provato la stessa cosa quando le aveva sfogliate la prima volta? La domanda la portò dritta alla successiva: perché la sua alunna aveva voluto che fosse Matilda a trovare quello scrigno?
Londra, 1900: rimasta orfana di entrambi i genitori, Matilda Gray è diventata una donna forte e indipendente. Lavora come insegnante di lettere in un istituto femminile, il prestigioso Riverview College. Tra le sue alunne più esuberanti e dotate, si distingue Laura Ancroft che improvvisamente lascia la scuola e parte per un lungo viaggio con il suo tutore. Nessuno ha più notizie della ragazza fino a quando, una mattina di ottobre, Matilda riceve una cartolina da Laura. Osservando con più attenzione il cartoncino, Matilda scopre, sotto il francobollo, un messaggio cifrato che le permetterà di trovare un vecchio diario segreto nascosto nella camera di Laura. Il mistero ha inizio.

TITOLO INGANNATORE
Non lasciatevi fuorviare dal titolo come è successo a me. Il segreto, attorno al quale si erge il romanzo, non appartiene al College ma riguarda una casa e una famiglia vissuta nel 1600 a Londra. Niente di grave anche se avrei preferito un titolo più accattivante per una storia che dal passato proietta, nel presente, il suo grido di dolore.


DOVE PORTANO I MISTERI
Ho letto questo libro con molto interesse perché è un romanzo al femminile a sfondo storico. La protagonista, Matilda, è una donna indipendente che ama aiutare le sue allieve a ragionare con la loro testa anche se continua ad ammonirle alla cautela e alla riservatezza. La società del 1900 non è ancora pronta per accettare un ruolo diverso per la donna destinata al matrimonio e alla maternità. Quando Matilda recupera lo scrigno misterioso inizia una lunga e difficile ricerca che riporterà alla luce un mondo lontano secoli. Ad aiutare la protagonista ci sono dei personaggi intriganti con ruoli ben precisi e ben delineati. Mi è stato subito simpatico il professor Fleming, esperto della storia della città di Londra.

Londra è un corpo la cui superficie è solo una pelle sottile, sotto la quale ci sono vene,ossa, muscoli, una vita che da sopra nessuno immaginerebbe.

Devo confessare che è stato proprio il mondo sotterraneo di Londra a incantarmi. Mi è parso di visitare i lati oscuri della città, squarciare la sua pelle per percorrere i tunnel, i canali, i fiumi che scorrono nelle viscere dei quartieri. Le ambientazioni, curate nei minimi dettagli, mi hanno coinvolta in modo particolare e posso affermare che costituiscono la colonna portante del romanzo. Il segreto, incastonato nel tessuto storico londinese del 1600, ripercorre il dramma della grande peste che colpì la città devastata poi dal grande incendio. Scoprirete una storia emozionante anche se alcune parti evolvono lentamente e avrei voluto sapere qualcosa di più su alcuni personaggi come, ad esempio, il tutore di Laura “che sembrava un santo preraffaellita, quasi troppo bello per essere un uomo in carne e ossa.”

REALTÀ E FINZIONE
Vi consiglio di leggere la postfazione scritta dall’autrice che svela notizie interessanti sul suo romanzo. Alcuni anni fa Susanne Goga ha letto la biografia di Londra di Peter Ackroyd e “I sotterranei di Londra” in cui l’autore esplora la città sotterranea. Entrambi i libri sono diventati fonte di ispirazione per il romanzo. La vecchia casa, in cui nasce il segreto, esiste veramente: 7a Laurence Pountney Hill. Questo edificio si trova lì ancora oggi. Non corrispondono a verità la storia delle famiglie Cleland e Ancroft. Vere le linee dei trasporti pubblici di Londra, i corsi delle strade, gli edifici storici.Nasce da fantasia il Riverview College.

"Il segreto di Riverview College" è un romanzo piacevole che vi regalerà alcune ore piene di mistero.

mercoledì 18 gennaio 2017

WWW Wednesdays #101

 WWW  Wednesdays è una rubrica creata dal blog Should be Reading 
e consiste nel rispondere a tre semplici domande:

-What are you currently reading? (Cosa stai leggendo adesso?)
-What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
-What do you think you’ll read next? (Cosa leggerai dopo?)


 
What are you currently reading?
(Cosa stai leggendo adesso?)
 

What did you recently finish reading?
(Cosa hai appena finito di leggere?)
  

What do you think you’ll read next?
(Cosa leggerai dopo?)
  

martedì 17 gennaio 2017

RECENSIONE | “Finché notte non sia più” di Novita Amadei

Cari lettori oggi non vi parlerò di un thriller mozzafiato ma vi coinvolgerò con un romanzo pacato e riflessivo, appassionato e delicato. Si tratta dell’ultima opera di Novita Amadei, “Finché notte non sia più”, edito Neri Pozza.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 8
Finchè notte non sia più

Autrice: Novita Amadei

Editore: Neri Pozza 
Pagine: 236 
Prezzo: € 16,50
Sinossi
All'alba di un nuovo anno, Caterina giunge in Francia dove sua zia Liliana si è stabilita dopo il fatale incontro con un turista francese. Nel borgo, antico come un aratro, sembra che il tempo non calchi mai la mano: campi coltivati a orzo, frutteti per trarvi conserve e marmellate, forni a legna dove cuocere il pane dal sapore acidulo del lievito madre, tutto sembra ubbidire a un placido scorrere degli anni e delle ore. Capelli biondo ruggine e, dipinta sul volto, la bellezza senza compromessi della gioventù, Caterina ha lasciato Roma, con i suoi androni scrostati e le strade chiassose, per sfuggire all'abbraccio soffocante di sua madre e trovare la propria via nel mondo. Conclusi gli studi, ha raggiunto zia Liliana con la prospettiva di un lavoro in un poliambulatorio e l'idea di dare una mano nella conduzione del Liliane Coiffure, un lindo salone di parrucchiera dalle poltroncine viola che la zia ha aperto in quel borgo nel sud della Francia. Un giorno capita nel salone un vecchio signore con una massa scompigliata di capelli e una mano tremante abbandonata lungo la gamba. Si è ferito alla fronte nel tentativo di accorciarsi da solo i capelli, ed è in imbarazzo tra quelle poltroncine viola, i vasi di ranuncoli e le riviste di moda impilate negli angoli. Fuggirebbe, se non fosse per l'accoglienza che gli riserva Caterina, che si prende subito cura di lui. Come due anime che si sfiorano e si riconoscono, Caterina e Delio, il vecchio signore, comprendono all'istante che il filo del destino li unisce. La sera stessa la ragazza riempie una valigia e si stabilisce nel casolare accanto alla casa di Delio. Il vecchio vive solo, circondato da una terra dura, con malerbe che crescono ovunque e cumuli di sterpaglie affastellati lungo i camminamenti dell'orto, quell'orto che sua moglie Teresa coltivava con cura prima che la malattia se la portasse via. Caterina non tarda a capire che un'altra mancanza grava sul cuore malandato del vecchio: Daniele, il figlio che la foto sulla credenza raffigura come un giovane uomo prestante, coi capelli un po' lunghi e un'aria sfrontata, è assente da casa da più di quattro anni. In paese, dove tutti parlano di lui e qualche ragazza lo nomina con il rimpianto di una ex innamorata, si sussurra che una grave offesa l'abbia spinto a rifiutare ogni contatto col padre. Quando, però, dopo una caduta, Delio cede alla vecchiaia e si mette a letto col volto scavato dalla stanchezza della vita, Daniele compare sull'uscio di casa. E Caterina, tormentandosi una ciocca di capelli, lo accoglie con un sorriso di disagio, il cuore impazzito.


“Lenta – Notte – da consumare – Come Granelli su una spiaggia –
Troppo impercettibili da notare –
Finché Notte – non sia più.”    
Emily Dickinson

Questa poesia di Emily Dickinson è l’epigrafe del romanzo di Novita Amadei e ne racchiude, secondo me, l’essenza.

Caterina decide di raggiungere sua zia Liliana, che vive in Francia, per sottrarsi all’abbraccio soffocante di sua madre. Dopo una laurea in Infermieristica, la ragazza ha l’opportunità di lavorare in un poliambulatorio. Quando può Caterina aiuta la zia nella conduzione del Liliane Coiffure, un salone di parrucchiera dalle poltroncine rosa. Qui conosce Delio, un anziano signore emigrante italiano. Tra i due nasce un’amicizia immediata tanto che Caterina decide di andare a vivere nel casolare accanto alla casa di Delio. Il vecchio signore, malato di solitudine e minato nel fisico dal morbo di Parkinson, vive nell’attesa del ritorno del figlio Daniele. Il giovane è assente da casa da più di quattro anni. Cosa riserva il destino alla giovane protagonista del romanzo?
L’amore, la passione, sono una maledizione. Una paura che muta in euforia ma in cui sopravvive qualcosa di oscuro.
I MOTI DELL'ANIMO
Leggendo questo romanzo vi sembrerà di cogliere negli atteggiamenti, nei comportamenti, nei gesti dei protagonisti i sentimenti che animano i loro cuori. Le sensazioni, le inquietudini, la volontà diventano evidenti sui loro volti che rispecchiano l’anima e caratterizzano la loro vita. I ricordi sono un ponte con il passato che non ritornerà più e anzi racchiude un mondo lontano.

FINCHÈ NOTTE NON SIA PIÙ
Arriva un momento, nella vita di ognuno, in cui sembra che tutto sia terribilmente difficile e complicato da affrontare. La vita appare una zona grigia che prelude a un’interminabile notte dell’anima. L’angoscia, il dolore, la sofferenza fanno si che la luce della speranza sia offuscata dalle tenebre. Il tempo inesorabilmente trascorre portando con sé i ricordi e rendendo l’uomo fragile. Bisogna poter e voler reagire. La vita deve essere vissuta sempre con coraggio. Fare delle scelte non è facile, a qualunque età, ma è fondamentale per non lasciarsi abbracciare e soffocare dal buio della notte. La speranza deve poter ricondurre la luce nella nostra esistenza affinché notte non sia più.
È facile essere eroi quando si vola e si vede attraverso i muri, essere vecchi è ben più complicato.
Alcuni protagonisti di questo romanzo hanno superato gli ottant’anni e hanno in sé il ricordo delle loro esistenze e la consapevolezza che non si può tornare indietro. Gli anni non rendono forti anzi donano fragilità all’uomo. Quando, stanchi di lottare, cediamo alla vecchiaia sui nostri volti appaiono i segni della vita,della stanchezza della vita. Allora il nostro cuore chiama a raccolta le persone care e spera di rivedere i loro volti, ascoltare le loro voci e magari ricevere una tenera, seppur ultima, carezza.

RIFLESSIONI
Ho letto questo libro provando una gran malinconia che non mi ha mai abbandonata. Caterina è una giovane donna che, guidata da un impulso misterioso, si occupa dell’anziano Delio. In lei c’è la forza della gioventù, il cambiamento è il suo nutrimento, anche se sarà l’amore a permetterle di vincere un grande dolore che la travolgerà. Tutti  noi abbiamo provato la sensazione di buio che ti paralizza e rende il cuore fragile. I problemi della vita offuscano la luce e aprono le porte al buio. Ma, come viene detto nel romanzo, il buio è solo un colore che la speranza può cancellare. Ho riflettuto sui temi trattati. La solitudine degli anziani, le malattie che minano il corpo e la mente, i desideri da realizzare e che miseramente s’infrangono sulle rocce delle difficoltà. Tra le pagine di questo libro ho trovato la difficoltà dell’esistenza e la speranza dell’amore. Il buio è solo un colore, l’amore è vita. Finché notte non sia più.