Il momento più atteso dell’anno è finalmente arrivato e
io voglio augurarvi un felice Natale con una nuova recensione :)
Si tratta del romanzo “Una lacrima color turchese”,
un’ intensa fiaba natalizia dai toni amari
scritta da Mauro Corona.
Una lacrima color turchese
Autore: Mauro Corona
Editore: Mondadori
Pagine: 96
Prezzo: € 12,00
Sinossi:
Il giorno di Natale, in uno sperduto paesino di montagna sommerso come ogni anno da una fitta coltre di neve, accade un fatto sconvolgente: mentre la gente si dispone a mettere da parte i rancori, cercando di essere più buona almeno per le festività, le statuine di Gesù Bambino scompaiono misteriosamente da tutti i presepi. Le prime ad accorgersene sono tre madri di famiglia che, indignate, accusano i figli del furto. Quando però si sparge la voce che l'inquietante fatto non ha colpito solo quel borgo ma addirittura il mondo intero, la rabbia cede il posto al panico.
Cosa può nascondersi dietro a un evento così assurdo e angosciante? L'umanità ha disperatamente bisogno di risposte. Teologi e satanisti, esperti e millantatori si lanciano in teorie e ipotesi. Non si arrendono di fronte a nulla, l'importante è individuare un colpevole. Ma la ricerca sembra essere destinata a non avere fine. Eppure basterebbe sottrarsi alla frenesia e riflettere per un momento in silenzio per rendersi conto che quel mistero ci coinvolge tutti. Se solo avessimo il coraggio di guardare dentro ai nostri cuori e interrogare le nostre coscienze...
STILE: 9
STORIA: 9
COPERTINA: 8
Quando s’avvicina il Natale, precisamente verso il primo
dicembre, ci disponiamo tutti alla bontà. O meglio, a essere più buoni, perché
buoni siamo convinti di esserlo già. Nell’umanità alberga la ferrea certezza di
essere buona, irreprensibile e onesta. Insomma, di non aver alcuna pecca. Acciuffati uno per uno e interrogati, gli abitanti del pianeta si dichiarano
perfetti…
Salvo innumerevoli eccezioni, l’uomo si colloca da sé in due
categorie: il “feroce idiota” e il “feroce intelligente”. In ogni caso binomio
devastante nel passato, presente, futuro…
Per fortuna, a metterci una pezza e
riporre tutto in ordine, arriva una volta all’anno il Natale, altrimenti
sarebbero guai. In quel periodo, infatti, bisogna essere buoni!
Il giorno di Natale, in un paesino di montagna, accadeva un
fatto misterioso: le statuine di Gesù Bambino scomparivano da tutti i presepi.
In ogni casa, paese, città, regione, Nazione, nel Mondo intero spariva Gesù
Bambino.
Mutilate del simbolo cristiano, le comunità brancolavano.
Tutti volevano sapere, scoprire il ladro, capire il “perché”
di queste sparizioni. Anche coloro che erano “ladri di professione”, chiedevano
a gran voce giustizia:
Politici inquisiti per aver sottratto soldi pubblici a
milioni. Imprenditori collusi con mafie di ogni sigla. Ma anche portaborse,
fattorini e mezze tacche che, pur essendo mezze, avevano rubato per intero
tutto quello che potevano. Persino in seno a madre Chiesa, rubanti di ogni
levatura, colti con le mani nel sacco, abbaiavano furiosi.
Tutti facevano congetture, si accusò il diavolo, si fecero
ipotesi che non stavano né in cielo né in terra. Quindi venne presa una dura decisione:
Aspettiamo, chissà che il prossimo Natale non riappaiano i
Bambin Gesù…
E la gente aspettò.
Ma senza pregare, nessuno pregava più.
Passarono i mesi e un giorno venne diffusa una notizia
incredibile:
In alcune zone depresse di terzi mondi, luoghi abbandonati
dove regnavano miseria e fede, bontà e pazienza, qualche Gesù Bambino era
rimasto.
La lieta novella durò poco, anche quelle statuine sparirono.
Il mondo non capiva, finché un giorno una busta nera si materializzò nelle case
di tutti i cristiani e…
Questo racconto di Mauro Corona è una struggente favola
natalizia che pone l’uomo davanti alle sue responsabilità. Il mondo è stravolto
da crisi economiche, guerre, violenze di ogni tipo.
Il bene di tutti è stato
cancellato in nome del bene personale.
Nei secoli l’umanità si è inginocchiata
davanti al dio denaro, ha finto di non vedere le guerre per il potere, ha
recitato il ruolo del “vorrei aiutare tutti ma non posso”.
Quanta ipocrisia.
Carità, generosità, perdono, tolleranza, sono parole che non hanno più alcun
significato, si sono perse nella notte dei tempi.
Oggi, un uomo, diventato
Pontefice, ci esorta a riflettere.
Papa Francesco, a cui li libro è dedicato,
dice:
“Il Natale non è soltanto una ricorrenza temporale oppure un
ricordo di una cosa bella.
Il Natale è di più: noi andiamo per questa strada
per incontrare il Signore.
Il Natale è un incontro! E camminiamo per
incontrarlo: incontrarlo col cuore, con la vita; incontrarlo vivente, come Lui
è; incontrarlo con fede.
Ma occorre avere il cuore aperto.
In questo cammino
verso il Natale ci aiutano alcuni atteggiamenti: la perseveranza nella
preghiera, l’operosità nella carità fraterna, la gioia nella lode del Signore.”
Che belle queste parole. Mi piace vedere il Papa che presta
attenzione alle singole persone, che rimprovera con fare paterno, che predica,
con il suo esempio, l’idea di una Chiesa “povera e dei poveri”.
“Una lacrima color turchese” è un racconto semplice ma non
banale, “una fiaba dura”, la definisce il suo autore, sull’ipocrisia del
perbenismo della società moderna nel periodo natalizio.
E’ una denuncia di
scomparsa: Gesù Bambino scompare.
L’uomo, incapace di recitare il mea culpa, cerca un qualsiasi colpevole ma non
rivolge mai lo sguardo vero se stesso. Con ironia e cinismo Mauro Corona, narra
il Natale 2014.
Il racconto si snoda in poche pagine, la lettura è fluida e
coinvolgente, la riflessione è imperante.
Lo scrittore ci mostra una società in
cui si è spenta la luce interiore della carità, della generosità, della
tolleranza, del perdono.
Tuttavia un uomo venuto “ dalla fine del mondo”, un
Papa capace di parlare a tutti, offre una nuova vita a chi vorrà ascoltare la
Parola di Dio.
Bergoglio invita tutti a
riscoprire i valori veri, il vivere insieme in pace.
Egli dice: “A volte le lacrime sono gli occhiali per vedere Gesù.”
Dal dolore nasce la speranza, dalle lacrime potrà nascere
una nuova umanità.
Dalle lacrime color turchese.