domenica 28 dicembre 2014

Vi presento... "Flamefrost - L'ultimo respiro" di Virginia Rainbow

Buona domenica miei cari lettori :)
 Oggi voglio presentarvi “FLAMEFROST - L’ultimo respiro” di Virginia Rainbow, 
terzo e ultimo capitolo della trilogia FLAMEFROST

FLAMEFROST
L’ultimo respiro


Autrice: Virginia Rainbow 

Genere: romance-fantascienza
Editore: autopubblicato con YOUCANPRINT
Uscita: ottobre 2014
Pagine: 414
Prezzo: € 17,90 (cartaceo)
acquistabile su  
www.ibs.it   
www.Amazon.it  e altri siti online

TramaGered e Sarah si trovano in una situazione drammatica e nessuno può aiutarli. Rinchiusi nelle segrete dell’astronave madre con un peso enorme sul cuore, sembra che per loro sia perduta ogni speranza.  Il Principe Nero affronta con coraggio ciò che il destino pare avergli riservato e non si dà per vinto, mentre Sarah si affida con fiducia a lui.
Nel frattempo alcuni personaggi inquietanti tramano nell’ombra per preparare una vendetta da tempo bramata e altri si svelano pian piano per ciò che sono davvero.
Le scene si spostano nello spazio, concentrandosi all’interno della Ghindar nei suoi corridoi bui così come nelle sale enormi e lussuose.
Il crudele Nardos, l’ambigua principessa Christin, il saggio maestro Fouler e l’amico Rain assumeranno un ruolo decisivo all’interno della storia, determinando con le loro azioni le sorti dei protagonisti.
Capitolo conclusivo della trilogia Flamefrost,  “L’ultimo respiro” contiene tutti gli ingredienti per una lettura irresistibile e avvincente, svelando finalmente i molti segreti contenuti nei precedenti volumi. Il lettore sarà portato a sorprendersi, a commuoversi, a vivere assieme ai personaggi le loro incredibili vicende momento per momento fino all’epilogo tragico e bellissimo. 



L'autrice: 
Virginia Rainbow è un’autrice che scrive fin da bambina, creando storie piene di immaginazione e sentimento. Ora divide il suo tempo tra il lavoro e la sua passione per la scrittura. Adora leggere, fare passeggiate in montagna e guardare i cartoni della Walt Disney. Il suo romanzo di esordio è “The black mask”; seguono “Flamefrost Due cuori in gioco” e “Flamefrost Insieme controcorrente”, primo e secondo capitolo della trilogia Flamefrost.



mercoledì 24 dicembre 2014

RECENSIONE "Una lacrima color turchese" di Mauro Corona

Il momento più atteso dell’anno è finalmente arrivato e 
io voglio augurarvi un felice Natale con una nuova recensione :)
Si tratta del romanzo “Una lacrima color turchese”,
 un’ intensa fiaba natalizia dai toni amari 
 scritta da Mauro Corona.


Una lacrima color turchese

Autore: Mauro Corona

Editore: Mondadori
Pagine: 96
Prezzo: € 12,00

Sinossi: 
Il giorno di Natale, in uno sperduto paesino di montagna sommerso come ogni anno da una fitta coltre di neve, accade un fatto sconvolgente: mentre la gente si dispone a mettere da parte i rancori, cercando di essere più buona almeno per le festività, le statuine di Gesù Bambino scompaiono misteriosamente da tutti i presepi. Le prime ad accorgersene sono tre madri di famiglia che, indignate, accusano i figli del furto. Quando però si sparge la voce che l'inquietante fatto non ha colpito solo quel borgo ma addirittura il mondo intero, la rabbia cede il posto al panico. 
Cosa può nascondersi dietro a un evento così assurdo e angosciante? L'umanità ha disperatamente bisogno di risposte. Teologi e satanisti, esperti e millantatori si lanciano in teorie e ipotesi. Non si arrendono di fronte a nulla, l'importante è individuare un colpevole. Ma la ricerca sembra essere destinata a non avere fine. Eppure basterebbe sottrarsi alla frenesia e riflettere per un momento in silenzio per rendersi conto che quel mistero ci coinvolge tutti. Se solo avessimo il coraggio di guardare dentro ai nostri cuori e interrogare le nostre coscienze...




STILE: 9
STORIA: 9
COPERTINA: 8


Quando s’avvicina il Natale, precisamente verso il primo dicembre, ci disponiamo tutti alla bontà. O meglio, a essere più buoni, perché buoni siamo convinti di esserlo già. Nell’umanità alberga la ferrea certezza di essere buona, irreprensibile e onesta. Insomma, di non aver alcuna pecca. Acciuffati uno per uno e interrogati, gli abitanti del pianeta si dichiarano perfetti…
Salvo innumerevoli eccezioni, l’uomo si colloca da sé in due categorie: il “feroce idiota” e il “feroce intelligente”. In ogni caso binomio devastante nel passato, presente, futuro…
Per fortuna, a metterci una pezza e riporre tutto in ordine, arriva una volta all’anno il Natale, altrimenti sarebbero guai. In quel periodo, infatti, bisogna essere buoni!
Il giorno di Natale, in un paesino di montagna, accadeva un fatto misterioso: le statuine di Gesù Bambino scomparivano da tutti i presepi. In ogni casa, paese, città, regione, Nazione, nel Mondo intero spariva Gesù Bambino.
Mutilate del simbolo cristiano, le comunità brancolavano.
Tutti volevano sapere, scoprire il ladro, capire il “perché” di queste sparizioni. Anche coloro che erano “ladri di professione”, chiedevano a gran voce giustizia:
Politici inquisiti per aver sottratto soldi pubblici a milioni. Imprenditori collusi con mafie di ogni sigla. Ma anche portaborse, fattorini e mezze tacche che, pur essendo mezze, avevano rubato per intero tutto quello che potevano. Persino in seno a madre Chiesa, rubanti di ogni levatura, colti con le mani nel sacco, abbaiavano furiosi.
Tutti facevano congetture, si accusò il diavolo, si fecero ipotesi che non stavano né in cielo né in terra. Quindi venne presa una dura decisione:
Aspettiamo, chissà che il prossimo Natale non riappaiano i Bambin Gesù…
E la gente aspettò.
 Ma senza pregare, nessuno pregava più.
Passarono i mesi e un giorno venne diffusa una notizia incredibile:
In alcune zone depresse di terzi mondi, luoghi abbandonati dove regnavano miseria e fede, bontà e pazienza, qualche Gesù Bambino era rimasto.
La lieta novella durò poco, anche quelle statuine sparirono. 
Il mondo non capiva, finché un giorno una busta nera si materializzò nelle case di tutti i cristiani e…


Questo racconto di Mauro Corona è una struggente favola natalizia che pone l’uomo davanti alle sue responsabilità. Il mondo è stravolto da crisi economiche, guerre, violenze di ogni tipo. 
Il bene di tutti è stato cancellato in nome del bene personale. 
Nei secoli l’umanità si è inginocchiata davanti al dio denaro, ha finto di non vedere le guerre per il potere, ha recitato il ruolo del “vorrei aiutare tutti ma non posso”. 
Quanta ipocrisia. 
Carità, generosità, perdono, tolleranza, sono parole che non hanno più alcun significato, si sono perse nella notte dei tempi. 
Oggi, un uomo, diventato Pontefice, ci esorta a riflettere. 
Papa Francesco, a cui li libro è dedicato, dice:
“Il Natale non è soltanto una ricorrenza temporale oppure un ricordo di una cosa bella.
Il Natale è di più: noi andiamo per questa strada per incontrare il Signore.
Il Natale è un incontro! E camminiamo per incontrarlo: incontrarlo col cuore, con la vita; incontrarlo vivente, come Lui è; incontrarlo con fede.
Ma occorre avere il cuore aperto.
In questo cammino verso il Natale ci aiutano alcuni atteggiamenti: la perseveranza nella preghiera, l’operosità nella carità fraterna, la gioia nella lode del Signore.”
Che belle queste parole. Mi piace vedere il Papa che presta attenzione alle singole persone, che rimprovera con fare paterno, che predica, con il suo esempio, l’idea di una Chiesa “povera e dei poveri”.

Una lacrima color turchese” è un racconto semplice ma non banale, “una fiaba dura”, la definisce il suo autore, sull’ipocrisia del perbenismo della società moderna nel periodo natalizio. 
E’ una denuncia di scomparsa: Gesù Bambino scompare. 
L’uomo, incapace di recitare il mea culpa, cerca un qualsiasi colpevole ma non rivolge mai lo sguardo vero se stesso. Con ironia e cinismo Mauro Corona, narra il Natale 2014. 

Il racconto si snoda in poche pagine, la lettura è fluida e coinvolgente, la riflessione è imperante. 
Lo scrittore ci mostra una società in cui si è spenta la luce interiore della carità, della generosità, della tolleranza, del perdono. 
Tuttavia un uomo venuto “ dalla fine del mondo”, un Papa capace di parlare a tutti, offre una nuova vita a chi vorrà ascoltare la Parola di Dio. 
Bergoglio  invita tutti a riscoprire i valori veri, il vivere insieme in pace. 
Egli dice: A volte le lacrime sono gli occhiali per vedere Gesù.

Dal dolore nasce la speranza, dalle lacrime potrà nascere una nuova umanità. 
Dalle lacrime color turchese.

lunedì 22 dicembre 2014

RECENSIONE "L'amore conta" di Carmen Laterza

Buongiorno carissimi lettori. 
L’aria natalizia vi ha conquistati? Siete alle prese con regali, menù e inviti? 
Fermatevi un momento, mi piacerebbe riflettere con voi su una citazione di Seneca:
Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est.
Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
A volte, pur sapendo esattamente cosa vogliamo dalla nostra esistenza, capita di smarrire la retta via e di percorrere strade secondarie. Ci si lascia travolgere dalle tempeste della vita, si fanno errori, si subiscono sconfitte, si vede tutto nero. Bisogna sbagliare per ritrovare la retta via.
La citazione di Seneca ben descrive i sentimenti e le riflessioni della protagonista del romanzo “L’Amore Conta” che segna il debutto letterario di Carmen Laterza.


L’amore conta

Autrice: Carmen Laterza
Carmen Laterza, è nata nel 1974 a Pordenone, dove vive e lavora come Dirigente Scolastico. Laureata in Lettere e Diplomata in Pianoforte, ha recentemente autopubblicato il saggio musicologico I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi.   L’Amore conta è il suo primo romanzo.

Sito dell'autrice:

Editore: Carmen Laterza
Pagine: 270
Prezzo: € 2,99 ebook   -   € 10,90  cartaceo

Sinossi: 
Irene ha 38 anni, è sposata da due anni e vive nell’operoso Nordest di Pordenone. Lei e Luca non hanno figli e la loro vita agiata sembra scivolare via, giorno dopo giorno, senza lasciare traccia. Inquieta e alla ricerca di una scossa emotiva Irene una notte decide di iscriversi a Meetic, un sito di incontri. Inizierà così una lunga serie di appuntamenti con gli uomini più disparati, lasciandosi conquistare dalle loro storie e dai loro corpi. Ma Irene ha un passato che capitolo dopo capitolo si intreccia alla sua storia presente. Il primo incontro con Luca, l’inizio della loro storia, la scoperta dell’esistenza di una figlia avuta da Luca da un precedente matrimonio e per anni rifiutata, fino al loro matrimonio e al viaggio di nozze. Un passato che si alterna a un presente fatto di incontri con uomini superficiali, e perverse avventure. Un percorso, quello di Irene, che parte dall’inquietudine esistenziale, scivola nel cinismo e finisce nel tradimento. Sarà l’amore a salvarla, quello che si prova per gli altri e per se stessi, perché nella vita “l’amore conta, e sa contare”.


http://i.imgur.com/ye3Q8bo.png

STILE: 7
STORIA: 7
COPERTINA: 6



 “CITAZIONE  Se c’è un momento nella vita in cui senti che non hai più tempo da perdere, che devi fare qualcosa, ora, adesso o mai più, che la parte migliore se n’è già andata senza che tu nemmeno te ne accorgessi, cosicché l’unica cosa che ti rimane da fare è raccogliere quello che resta e dargli un senso…bene, quel momento per me è arrivato stanotte.
L’Amore Conta” è un romanzo che ruota attorno alle inquietudini di Irene, giovane donna insoddisfatta della propria vita. Giunta alla soglia dei 40 anni, la protagonista fa un bilancio della sua esistenza e si scopre insofferente alla monotonia di una quotidianità caratterizzata dal conformismo di coloro che fanno parte della sua vita. 
Conosciamo, subito, Luca: marito d’Irene. Egli è un uomo innamorato della moglie ma è spesso lontano da casa per lavoro. La routine sta logorando il loro rapporto, le “parole non dette” segnano il loro allontanamento.

In un’altalena temporale l’autrice riflette la memoria del passato nelle vicende del presente dando vita a un puzzle che mostra la protagonista chiusa “in una gabbia”, prigioniera del conformismo e circondata da persone che indossano “una maschera” interpretando il ruolo del buon marito, dell’amica premurosa, dei parenti con comportamenti ripetitivi e noiosi.  
 “CITAZIONE  Ci hanno cresciuto con il mito dell’appartenenza. Di che famiglia sei? Di che corrente sei? Di che stile sei? E via così, a omologare ogni persona, ogni comportamento, ogni azione, perché tutto abbia un modello di riferimento che lo renda riconoscibile, spiegabile, e quindi accettabile. Non serve capire, non serve farsi domande. Basta collegarsi e adeguarsi. Scegli un posto e conformati, scegli un ruolo e recitalo: il resto verrà da sé…Io invece non mi riconosco più nei ruoli di figlia, di amica, di moglie che ho ricoperto finora. Forse sono abiti che ho indossato troppo a lungo che, se pure in principio mi piacevano tanto e li ho scelti io stessa, adesso non mi fanno più sentire a mio agio.
In tutta questa “mediocrità” Irene si sente soffocare, vuol rompere la monotonia che la paralizza, vuol trovare nuovi stimoli a un’esistenza che le sta sfuggendo come sabbia tra le dita. 
Non si può più far finta che tutto proceda per il meglio, deve scrollarsi di dosso quel comportamento mimetico che sta uccidendo il suo essere. 
Così Irene decide, in una notte insonne, di iscriversi a Meetic: sito di incontri on line. 
Tra volti sconosciuti e falsi profili inizia la disobbedienza sociale della giovane donna. 
A dir la verità, forse, neanche lei sa ciò che sta cercando. 
Irene accetta appuntamenti al buio, diventa soggetto e oggetto delle altrui fantasie erotiche. Tuttavia queste sue scelte la porteranno, ancora una volta, a indossare una maschera che le darà la sensazione di essere una donna libera. 

A volte, nella vita, succede di giungere sull’orlo di un precipizio: si può rimanere in equilibrio precario e vivere accettando la routine o decidere di saltare nel vuoto alla ricerca di se stessi. 
Irene non sopporta più Luca, tra loro non c’è dialogo e la soddisfazione di lui è pari all’insoddisfazione di lei. L’unico punto di riferimento, per la nostra protagonista, è Anna: l’amica del cuore con cui poter liberamente parlare, confidarsi. L’amica che non giudica, che sa ascoltare. Ma quando Anna si sposa le due ragazze iniziano ad allontanarsi. 
Forse è più esatto dire che Irene comincia a tracciare un solco tra lei e Anna, un solco in cui finiranno i loro discorsi, le confidenze, i dubbi sulla nuova direzione che ha preso la vita di Irene.
Irene che tramite Meetic conosce uomini che si nascondono nel mondo virtuale. 
Uomini con cui deciderà di uscire e con cui avrà delle esperienze erotiche che la porteranno a distruggere la propria dignità di donna. 
Non si può risalire se prima non si tocca il fondo e Irene, in questa sua personale discesa all’inferno, il fondo lo tocca. 
Sulle pareti dell’abisso la protagonista ritrova il suo odio per il padre, il dolore di un’infanzia senza l’amor materno. Ritrova la sua anima ferita.

Se leggerete questo romanzo vi accorgerete delle molteplici interpretazioni che si possono dare a questa storia. Io non condivido le scelte di Irene, comprendo le sue difficoltà e la sua insoddisfazione che la portano a non accorgersi che la felicità è a portata di mano. Ogni donna è alla ricerca di se stessa, il tempo che passa fa paura, abbiamo il timore di non trovare l’amore, la felicità. 
Si può reagire all’insoddisfazione in tanti modi diversi così come sono tante  le tipologie di donna.
Irene trova “dannatamente noiose e inutili” tutte le cose che prima erano belle, è stanca di recitare un interesse che non prova nei confronti di tutti.
Irene è un personaggio complesso a volte simpatico, spesso antipatico. 
Irene dalle tante contraddizioni, fagocitata dalle sabbie mobili del conformismo.
Irene che non vuol sentire la cruda verità.
Irene che non ascolta, testarda e vendicativa.

L’Amore Conta” è un romanzo che induce alla discussione: tanti i temi proposti, tante le interpreazioni. 
Anche la copertina è emblematica: l’occhio rappresenta “lo specchio dell’anima, l’interiorità di una persona che guarda verso l’orizzonte, verso il futuro.
Questo romanzo è il viaggio della vita, con i suoi problemi, con errori e ripensamenti. 
La scrittrice ci propone una riflessione che va ben oltre le pagine di un libro. Anche il finale  non è un momento conclusivo ma segna l’inizio di una nuova vita in cui “l’amore conta, e sa contare.” L’amore è importante nella nostra vita ma bisogna essere pronti a riceverlo.

Carmen Laterza indaga l’animo femminile e ci offre un romanzo ben scritto, fluido nella lettura. Accurato l’ approfondimento psicologico dei personaggi. Ben descritti i luoghi in cui le vicende si svolgono. Ho molto apprezzato i continui flashback che ci mostrano il cambiamento di Irene, i semi che hanno racchiuso la sua inquietudine. Tuttavia non condivido le sue scelte, a volte appare vendicativa e crudele, non riesce a perdonare. I suoi tradimenti la portano a vivere un erotismo che offende la dignità della persona. 
Tra luci e ombre questo romanzo è stato una piacevole lettura.