"Detective Gufo" è una rubrica settimanale creata da me appositamente per il blog Penna d'oro.
Perché detective? Semplice, Gufo andrà in giro tra i vari blog per scovare la recensione più
emozionante tra le tante che vengono pubblicate.
Carissimi lettori,
come ogni lunedì Detective Gufo mi ha segnalato una
recensione meritevole. Girovagando per il web è rimasto favorevolmente colpito
da:
“La madre che mi manca”
di Joyce Carol Oates

Mount Ephraim, Stato di New York, 9 maggio 2004. E la festa della mamma e Gwen è indaffarata con i preparativi dell'ultimo minuto prima dell'arrivo dei suoi ospiti, tra cui le figlie. Clare, la maggiore, è sposata e ha due figli. Nicole, la minore, detta Nikki, è single e rispetto a Clare porta dentro di sé un bagaglio ingombrante e doloroso di non detti e frustrazioni nei confronti di una madre a cui troppe volte non ha avuto il coraggio di rivelarsi. Forse proprio per questo, quando Gwen muore in circostanze tragiche, uccisa da un pregiudicato, è Nikki a rimanere travolta da una piena di sentimenti contrastanti e irrisolti, che vanno da un vuoto di un'assolutezza quasi infantile a un risentimento sordo verso la madre che non c'è più. Ma è solo l'inizio di un viaggio lunghissimo, destinato a svolgersi tra le pareti della casa materna. Un percorso accidentato e pieno di sorprese che si snoda tra cassetti mai aperti, armadi colmi di oggetti e di odori, lettere ricevute e cartoline mai spedite. E alla fine di quel viaggio Nikki troverà ad aspettarla una donna dal sorriso doloroso e consapevole. Una donna che porta il suo nome.
Joyce Carol Oates è considerata una delle figure più
importanti della narrativa americana contemporanea. Su Wikipedia ho letto che
la Oates ha scritto circa cento libri, settecento racconti, raccolte di poesie,
opere teatrali, saggi, libri per bambini, articoli.
La signora è una scrittrice prolifica e io una lettrice
distratta perché non ho letto neanche un testo di questa autrice. Leggendo la
recensione di Lucrezia ho subito percepito le tante emozioni provate dalla
blogger. Il tema trattato nel romanzo riguarda un momento tragico della vita:
la perdita di una persona cara. Vi riporto un passo della recensione:
“ La madre che mi manca è la storia di una perdita e di una
maturazione che ti porta a riflettere, e rendersi conto di quanto valore può
assumere l’assenza di una persona...Non è facile leggere questo romanzo perché
in qualche modo lacera anche te. Prende il tuo cuore e lo restituisce a brandelli e tu non sai come
mettere indietro l’orologio per riportarlo a com’era prima. Dopo la parola fine
ti ritrovi sola, al buio, e inizi a pensare. Rifletti sulla tua condizione,
sulla vita che va avanti anche se tu non sei pronta. Su quella vita, a volte ingiusta,
che non fa sconti. La madre che mi manca è un romanzo introspettivo,
drammatico, profondo e sensibile.
Non c’è più nulla d’aggiungere, Lucrezia ha espresso in modo
ottimale le sensazioni scaturite durante la lettura. La nostra blogger ha
trasformato le parole in emozioni coinvolgendo i lettori. Indubbiamente leggerò
questo romanzo: il distacco definitivo dalla propria madre è un evento
traumatico che ti addolora l’anima e ti lascia incapace di reagire. Io ho
provato, purtroppo queste intense e dolorose emozioni. Anche se ho detto addio
alla mia mamma da alcuni anni, ancor oggi, mi ritrovo a pensare a lei, alle sue
carezze, al suo modo per farmi sentire unica. Scusatemi se vi ho rattristato
con i miei ricordi ma, ancora una volta, i libri sono testimoni della vita e ci
fanno compagnia nei momenti difficili offrendoci una mano tesa per risollevare
lo spirito e vivere. Perché, come scrive Lucrezia, “la vita va avanti.”