sabato 5 ottobre 2013

Croci innocenti nel mare della speranza!


Lampedusa, 3 ottobre 2013
Ennesima ecatombe: naufragio, nei pressi dell’isola dei Conigli, di un barcone carico d’immigrati provenienti dall’Africa (Eritrea e Somalia).Per segnalare la loro presenza, questi poveri innocenti, hanno dato fuoco a una coperta causando, così, un incendio che ha provocato il disastro. I cadaveri finora recuperati sono 127; mentre 150 sono le persone tratte in salvo. Tuttavia si parla di almeno 500 persone presenti su quel barcone maledetto. Le parole servono a ben poco, raccontare i fatti non cambia l’orrore di ciò che è accaduto in prossimità delle coste italiane. I nostri politici devono parlare di meno e agire di più. Un Paese  civile come l’Italia, non può permettere il ripetersi di queste tragedie della povertà. Il problema dell’immigrazione deve essere affrontato senza ipocrisia. Dobbiamo intervenire per fermare quest’emorragia di persone che cercano una speranza e trovano la morta. Vorrei concludere questa breve riflessione con le parole di Papa Francesco:
“Tutti voi siete stati spogliati da questo mondo selvaggio che non da lavoro, che non aiuta, che non importa se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo, non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non hanno la dignità di portare il pane a casa. Non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù,   dalla fame e fuggire cercando la libertà. E con quanto dolore tante volte vediamo che trovano la morte, come è successo a Lampedusa. Ma oggi è un giorno di pianto.”
Si, Santo Padre, oggi è un giorno di pianto!

7 commenti:

  1. Non c'è molto da dire... mi piace, però che tu abbia dedicato un post a quanto accaduto.

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  2. Non si può rimanere passivi quando donne e bambini muoiono in maniera così atroce. Anche il semplice parlarne implica un coinvolgimento emotivo che ci ricorda l'importanza della solidarietà tra gli uomini.

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  3. Siamo nel 2013 è ancora succedono queste tragedie!
    Spero che sia l'ultima, troppe persone sono morte!

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  4. sono episodi davvero che ti lasciano senza parole ma solo con tanta tristezza e un senso di impotenza ...

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  5. Queste tragedie ci ricordano che la dignità umana impone all'uomo un comportamento più attivo:più partecipazione e meno parole dette per cavalcare l'onda del dolore.L'immigrazione e l'integrazione sono problematiche che la società deve affrontare con soluzioni pratiche. Ora bisogna agire, alla politica chiediamo soluzioni e non lacrime elettorali.

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  6. Ciao, sono una nuova follower del blog!
    Mi fa piacere vedere che hai dedicato un post a quanto è accaduto.. Purtroppo sarebbe stato meglio non aver pane su cui scriverlo!
    Continuo a credere che questa tragedia sia stata fulminante, una delle peggiori che io ricordo, sicuramente.
    Mi dispiace solo dover dire che, ora che è accaduta, tutti si dimostrano dispiaciuti e disperati, quando molti italiani in altre circostanze, non fanno altro che ripetere frasi come ''Questa gente è meglio che rimane da dove è venuta invece di venire a rubare lavoro a noi!'' e altre cattiverie. Che amarezza..
    Spero non riaccada più una cosa del genere!

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  7. Cara Ilenia hai perfettamente ragione nel sottolineare l'ipocrisia di molte persone che si mostrano addolorate per la tragedia mentre, in altre occasoni, hanno espresso pareri contrari all'immigrazione. Nel mondo della globalizzazione abbiamo perso il rispetto per coloro che non hanno un futuro. Con le parole abbiamo realizzato una società meravigliosa, con i fatti abbiamo distrutto ogni cosa. Tuttavia dobbiamo continuare a sperare nella realizzazione di politiche atte a migliorare le condizioni di vita di tutti. Con questo pensiero positivo ti ringrazio per esser diventata follower del blog.

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